• Pasquale Buonpane

Monitoraggio di Bombina pachypus sul Matese


Tra gli anfibi del Matese l'ululone appenninico (Bombina pachypus Bonaparte, 1838) è senza dubbio quello più a rischio: si tratta di una specie endemica del nostro paese diffusa lungo la dorsale appenninica e purtroppo in forte regresso in tutto il suo areale. Si stima infatti che negli ultimi 10 anni sia scomparso da più del 50% dei siti conosciuti. All'interno del Parco Regionale negli ultimi anni, in gran parte grazie all'impegno di MateseNostrum, sono stati individuati tre siti in cui la specie si riproduce, uno nel territorio del comune di Piedimonte Matese, due in quello di Cusano Mutri. Con un numero così esiguo di siti riproduttivi (che per ovvi motivi evitiamo di divulgare), scoprirne di nuovi diventa di fondamentale importanza per garantire la sopravvivenza di questa specie non a caso inserita nella lista rossa delle specie a rischio di estinzione IUCN nella categoria EN (Endangered). Nel maggio scorso (2021), a seguito della segnalazione di un membro del gruppo abbiamo effettuato un sopralluogo che ci ha permesso di confermare la presenza di Bombina pachypus in un nuovo sito, ancora una volta nel comune di Cusano Mutri. Le immagini che illustrano questo articolo si riferiscono a quel ritrovamento. Salgono quindi a quattro i siti conosciuti nel Parco Regionale del Matese in cui è accertata la presenza di questa specie.

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L'associazione MateseNostrum ringrazia Silvana Grimaldi per la preziosa segnalazione e invita chiunque avesse la fortuna di osservare questi rari anfibi in natura di darcene notizia in privato. Ogni contributo è di estrema importanza.




Dell'ululone appenninico abbiamo già parlato sul nostro sito qui e qui.



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