• Pasquale Buonpane

Monitoraggio dei lepidotteri in Direttiva "habitat" del Matese: Melanargia arge (Sulzer, 1776).


Quando incominciammo ad interessarci ai lepidotteri del Matese, della diffusione di Melanargia arge (Sulzer, 1776) non si sapeva quasi nulla. In letteratura era infatti disponibile una sola segnalazione per il monte Maio (Volpe & Palmieri, 2001). Successivamente individuammo una seconda popolazione nei pressi di Cusano Mutri e, qualche anno più tardi, un'altra poco distante da Prata Sannita. Infine, lo scorso anno (2020) un'ulteriore popolazione fu individuata sul territorio del comune di Faicchio. Gli esemplari delle foto si riferiscono alla stazione di Prata Sannita. Un sopralluogo di qualche giorno fa (maggio 2021) ha permesso di censire 4 individui e di confermare la presenza della specie in quell'area: in precedenza era stato osservato un solo esemplare nel 2016 e svariati tentativi effettuati negli anni successivi non avevano portato a nessun risultato.



Melanargia arge è una farfalla endemica dell'Italia peninsulare, diffusa esclusivamente dalla Toscana alla Sicilia nord orientale (con popolazioni sparse soprattutto lungo il versante tirrenico e in Puglia). La specie predilige ambienti aridi e asciutti esposti al sole, con terreno inclinato, in presenza di grosse graminacee (Ampelodesmos, Stipa, Bromus), cespugli sparsi e rocce affioranti. Melanargia arge è inserita nel Libro Rosso delle farfalle italiane in qualità di "specie minacciata e in progressiva grave diminuzione per cause naturali o per fattori di origine antropica". E' specie protetta dalla direttiva Habitat (Allegati II e IV) ed è inoltre compresa nell'Appendice 2 della Convenzione di Berna. La specie è minacciata dalla scomparsa e dal degrado degli ambienti in cui vive. Negli ultimi decenni si è estinta da molte delle località occupate in passato in seguito all'alterazione e degrado dei biotopi a cui essa è legata.



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