• Pasquale Buonpane

Il grifone (Gyps fulvus Hablizl, 1783).


Un movimento quasi impercettibile, un piccolo mutamento nell’inclinazione delle ali e li vedi in un attimo guadagnare centinaia di metri, salire in alto fin quasi a sparire dalla vista senza sprecare un battito d’ali e con la stessa facilità ricomparire.


Il grifone (Gyps fulvus) è un vero maestro del volo veleggiato: questo imponente uccello si sposta infatti sfruttando le correnti d’aria, ricorrendo solo di rado al battito delle ali. Ciò gli consente di coprire grandi distanze, anche di diverse centinaia di km al giorno, con un dispendio di energie molto limitato. E’ per questo che sempre più spesso può capitare di osservarlo anche sul Matese dove di fatto non nidifica.


Si tratta di uno dei più grandi e maestosi uccelli europei. Può infatti presentare una lunghezza di 110 cm, superare i 10 kg di peso e raggiungere un’apertura alare di ben 2 metri e 80 cm. Prettamente saprofago, presenta testa e collo ricoperti solo da un corto piumino, caratteristica che oltre a dargli il tipico aspetto da avvoltoio, gli consente di inserire con facilità la testa nelle carcasse di cui si nutre. Alla base del collo presenta un tipico collarino di piume, utile per evitare di sporcare il resto del piumaggio con il cibo, piumaggio che negli adulti è di un colore bruno-rossiccio, caratteristica che gli ha valso il nome (dal latino fulvus= rossastro, fulvo). I grifoni sono animali longevi, hanno infatti un’aspettativa di vita media di circa 30 anni.


[In apertura e sopra: grifoni facenti parte di un gruppo di 7 individui osservati sul monte Gallinola il 7 agosto 2021 (avvistamento e foto dell'autore)].


Questa magnifico rappresentante della famiglia Accipitridae nel nostro paese ha subito un drastico declino che ha portato, tra l'Ottocento ed il Novecento, all’estinzione di tutte le popolazioni dell’Italia continentale e della Sicilia. Le uniche popolazioni italiane originarie scampate all’estinzione sono quelle della Sardegna. A partire dagli anni ’80 sono stati avviati progetti di reintroduzione che hanno portato il grifone a rioccupare parte dell’areale originario. La specie è stata infatti reintrodotta con successo in Friuli-Venezia-Giulia, Sicilia, Calabria, Basilicata, Abruzzo ed in alcune zone dell'arco alpino. Tuttavia la sopravvivenza delle popolazioni reintrodotte è in gran parte ancora legata al foraggiamento artificiale tramite carnai.


[Sotto: immagini di un gruppo di 8 individui osservati sulle pendici del Miletto il 26 aprile 2021 (avvistamento e foto: Ivan Sbordone)].


Il grifone oggi è minacciato dal bracconaggio e dall’uso di bocconi avvelenati. Tuttavia la minaccia principale rimane la scarsa disponibilità di cibo, conseguenza della diminuzione del pascolo brado e delle normative sanitarie che impongono lo smaltimento delle carcasse.


Gyps fulvus è specie elencata nell’Allegato I della Direttiva Uccelli (79/409/CEE), è specie oggetto di tutela secondo l'Articolo 2 della Legge 157/92. E’ inoltre inserita nella lista rossa delle specie a rischio di estinzione IUCN nella categoria CR (specie in Pericolo Critico).

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