Melanargia arge: scoperta una nuova popolazione.

 

Quando incominciammo ad interessarci ai lepidotteri del Matese, della diffusione di Melanargia arge (Sulzer, 1776) non si sapeva quasi nulla. In letteratura era infatti disponibile una sola segnalazione per il monte Maio (Volpe & Palmieri, 2001). Successivamente individuammo una seconda popolazione nei pressi di Cusano Mutri e, qualche anno più tardi, ne trovammo un'altra poco distante da Prata Sannita. Melanargia arge è una farfalla endemica dell'Italia peninsulare diffusa esclusivamente dalla Toscana alla Sicilia nord orientale (con popolazioni sparse soprattutto lungo il versante tirrenico e in Puglia). 

La specie predilige ambienti aridi e asciutti esposti al sole, con terreno inclinato, in presenza di grosse graminacee (Ampelodesmos, Stipa, Bromus), cespugli sparsi e rocce affioranti. Melanargia arge è inserita nel Libro Rosso delle farfalle italiane in qualità di "specie minacciata e in progressiva grave diminuzione per cause naturali o per fattori di origine antropica". E' specie protetta dalla direttiva Habitat (Allegati II e IV) ed è inoltre compresa nell'Appendice 2 della Convenzione di Berna. La specie è minacciata dalla scomparsa e dal degrado degli ambienti in cui vive. Negli ultimi decenni si è estinta da molte delle località occupate in passato in seguito all'alterazione e degrado dei biotopi a cui essa è legata. E' di questi giorni (maggio 2020) la scoperta di una nuova popolazione matesina di questa specie, scoperta avvenuta in maniera del tutto fortuita grazie alla segnalazione degli amici Gianpiero Mastrocinque e Daniele Prece, ai quali vanno i nostri sentiti ringraziamenti, che casualmente avevano fotografato alcuni individui durante un'escursione. Salgono quindi a quattro le località matesine ad oggi conosciute.

 

 

 

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