Ancora una nuova specie si aggiunge alla flora del Matese.

Poter aggiungere una nuova specie alla flora del Matese è sempre motivo di grande soddisfazione. Sebbene il massiccio sia considerato un importante scrigno di biodiversità, il fatto che si rinvengano con una certa frequenza specie mai segnalate in precedenza testimonia che siamo ancora lontani da una conoscenza completa e definitiva delle innumerevoli forme di vita che lo abitano. Il progetto MateseNostrum negli ultimi anni ha dato un notevole contributo alla conoscenza della flora colmando diverse lacune imputabili soprattutto a difetto di ricerca.  Rhinanthus ovifugus Chabert (Orobanchaceae) è l'ultimo tassello aggiunto ed è stato individuato il 22 luglio scorso sul versante orientale del Monte Mutria a circa 1800 m di quota. Si tratta di una specie piuttosto rara sull'Appennino: lungo la dorsale è presente solo in Liguria, Toscana e Molise. Si rinviene inoltre sulle Alpi occidentali limitatamente alle regioni Piemonte, Lombardia e Valle d'Aosta. Il nome fa riferimento al fatto che le piante non vengono mangiate dagli ovini (ovifugus = che allontana le pecore, dal latino ovis= pecora e  fugo= scacciare, respingere), come molte Orobanchaceae infatti la specie contiene sostanze tossiche che la rendono poco appetibile per gli animali. 

 

 

 

 

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