Apatura ilia: una nuova farfalla per il Matese.

Le nostre continue ricerche sul campo nei giorni scorsi ci hanno consentito di aggiungere una nuova specie di farfalla a quelle già segnalate per il Matese: Apatura ilia (Denis & Schiffermuller, 1775). Questa appariscente farfalla frequenta soprattutto i boschi ripariali planiziali, ambienti sempre più rari nel nostro paese, ove siano presenti pioppi e salici, le larve infatti si nutrono delle foglie di questi alberi (soprattutto Populus tremula, P. alba e P. nigra oltre a diverse specie del genere Salix). Apatura ilia ha un'apertura alare di 60-65 mm e presenta un marcato dimorfismo sessuale: i maschi si distinguono per la magnifica iridescenza blu-violetta, con riflessi che mutano in base all'angolo di osservazione, iridescenza che manca nelle femmine. La specie è bivoltina, presenta infatti due generazioni all’anno con sfarfallamenti in maggio-giugno e in agosto. Il periodo di volo va da maggio a novembre.

 

[Sopra: un esemplare maschio di Apatura ilia, si noti l'iridescenza blu-violetta assente nelle femmine (foto in apertura)]

 

La scoperta è avvenuta lo scorso 11 agosto presso l'Oasi naturalistica "Le Mortine", area protetta (Zona di Protezione Speciale nonché Sito di Interesse Comunitario) inserita nel Parco Regionale del Matese dove, in quell’occasione, sono stati osservati 6 individui. Un individuo solitario è stato successivamente osservato il 16 agosto in un'ulteriore nuova località lungo il Volturno nei pressi del comune di Dragoni.

 

Nel nostro paese Apatura ilia è stata a lungo considerata una specie diffusa esclusivamente nelle regioni centro-settentrionali e ancora oggi diversi autori indicano il Lazio come limite meridionale di diffusione. Tuttavia uno studio svolto tra il 2006 e il 2009 (Volpe & Palmieri, 2009) ha portato all’individuazione di 9 nuove località tra Molise e Campania. Nella nostra regione sono solo 6 le stazioni attualmente note, quattro in provincia di Caserta lungo il fiume Volturno e due in provincia di Benevento lungo il fiume Calore che rappresenta quindi il limite meridionale di diffusione. A queste vanno aggiunte le due nuove località da noi individuate nei giorni scorsi.

 

[Sotto: l'esemplare maschio osservato nei pressi di Dragoni.]

 

  

 

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