Qualche aggiornamento sugli ululoni del Matese.

Prosegue l'attività di monitoraggio dell'ululone appenninico del Matese da parte del gruppo MateseNostrum. Nei giorni scorsi abbiamo visitato uno dei soli tre siti conosciuti in cui si riproducono questi anfibi estremamente vulnerabili sulle nostre montagne. La specie negli ultimi anni ha subito un drastico declino, si stima infatti che nel nostro paese oltre il 50% della popolazione sia scomparsa negli ultimi 10 anni. Il sito visitato è senza dubbio il meno conosciuto, la sua individuazione infatti risale solo al 2016. Durante il sopralluogo, a differenza dello scorso anno, con grande rammarico non abbiamo potuto constatare la presenza di girini né quella di uova: le scarsissime precipitazioni degli ultimi mesi hanno fatto sì che il livello dell'acqua nella piccola pozza si abbassasse drasticamente e questo può aver compromesso le attività riproduttive degli anfibi, almeno nella prima parte della stagione riproduttiva che può protrarsi fino al mese di agosto. Sono stati comunque censiti 10 individui adulti. Per preservare gli animali continueremo a mantenere il massimo riserbo sulla esatta localizzazione dei siti riproduttivi nella speranza che con l'istituzione del Parco Nazionale del Matese verranno finalmente attuate delle serie politiche di conservazione. Ricordiamo che attivarsi per garantire la sopravvivenza di questa specie è un obbligo sancito dalla Direttiva Europea 92/43/CEE meglio nota come Direttiva Habitat che ha inserito Bombina pachypus negli allegati II e IV. La specie è stata inserita anche nella lista rossa dei vertebrati italiani nella categoria EN (Endangered, in pericolo di estinzione).

 

 

 

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July 6, 2020

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