Il Matese e i terremoti: antiche testimonianze

I terremoti sono generati da movimenti rapidi e improvvisi delle faglie, fratture della roccia che nel lungo tempo creano, attraverso lo spostamento delle masse rocciose, le montagne. La dorsale appenninica è interessata da diverse faglie, molte delle quali sismologicamente attive. Le faglie generano quindi terremoti che possono essere di lieve, moderata o forte entità (Distar).

Il massiccio del Matese è interessato da un’elevata attività sismica. Questo perché l’evoluzione tettonica del Matese è il risultato dello scorrimento della piattaforma carbonatica, l’ossatura di questi monti, verso l’Avampaese apulo (altra piattaforma carbonatica situata in Puglia) e l’Adriatico, scorrimento iniziato nel tardo Miocene (circa 7 Milioni di anni fa).

 

Sopra in Figura 1 sono evidenziate le zone sismiche del territorio della regione Campania e regioni limitrofe, con i rispettivi colori e numeri. La zona 1 in rossa sta ad indicare una zona ad alta sismicità, le altre evidenziano una sismicità via via decrescente.

 

 

L’area del massiccio del Matese è caratterizzata dalla presenza di un sistema di faglie

attive prevalentemente orientate NE-SO. Tra le più importanti sono da riportare la faglia che spazia tra Venafro-Alife-Piedimonte Matese (a sud) e Boiano (a Nord) rispettivamente indicate, nella figura sottostante, con i numeri (25) e (10). Alcune delle faglie che ricadono in questo sistema sono considerate responsabili di forti terremoti storici, avvenuti nel 1349, 1688 e, più a SE, nel 1456, e ancora nel 1805 per la parte settentrionale del Matese. Una delle faglie del sistema del Matese attraversa il massiccio montuoso nella parte centrale. Si tratta di una struttura composta, in superficie, da un allineamento di segmenti immergenti verso SO ed è nota come Faglia del Lago Matese (n. 24).

Una nota riguardante il terremoto del Sannio 1688 narra che a Piedimonte Matese:

“Nel tempo che durò il terremoto mancò il corso al fiume che si scaturisce dalla suddetta terra di Piedimonte alla falda della montagna del Matese e doppo passato ritornò l’acqua con maggior copia ma torbita puzzolente e caldissima, avendo nel Matese spezzato monti e nel Piano fatto diverse aperture con sorgenti d’acqua.” (Anonima Vera, 1688.)

“Si fermò per buona pezza il corso di 2 grosse sorgenti che hanno lor origine da quelle montagne di quel luogo.” (Bulifon,1693.)

 

Un’altra nota risalente al terremoto di S. Anna del 26 luglio 1805, Molise, narra:

“Aumenti di portata in sorgenti furono osservati in almeno 16 località situate prevalentemente a SSW del Monte Matese. Contemporaneamente quattro nuove sorgenti furono osservate nella località di S. Salvatore Telesino (CE, all’epoca dei fatti), Morcone (BN), Monte Matese e Boiano(CB). In quest’ultima località la sorgente, localizzata proprio nel paese, fu attiva almeno per due mesi successivi all’evento sismico, con una notabile e non indifferente quantità di acqua.”

(Pepe, 1806.)

 

In figura 2. I sistemi di faglie 10, 24 e 25 sono tra i più importanti presenti nell’area del massiccio del Matese, i quali hanno generato gli eventi sismici tra più forti della zona. (Ferranti L. e Ascione A.)

 

Il 29 dicembre 2013 c’è stata la riattivazione di una faglia, in prossimità di quella del Lago, che ha generato un terremoto pari a 5.0 Mw. L’evento ha avuto come epicentro i comuni di Piedimonte M. - Castello del Matese - Cusano Mutri. Generatosi ad una profondità di circa 17 Km, è auspicabile ipotizzare una genesi che trae origine da una faglia parallela alla Faglia del Lago Matese.

 

 

In figura 3. Piana reale nei comuni di Piedimonte Matese, San Gregorio Matese e Cusano Mutri (Bn). E’ l’area dell’epicentro del terremoto del Matese verificatosi il 29 dicembre 2013. (Ferrazza V., 2015.)

 

Fonti

 - Convertino V. -Terremoto del 29 dicembre 2013 nel Matese (MW = 5.0). Indagine speditiva degli effetti

                        nell’area epicentrale e analisi preliminare della sequenza sismica.

- Ferrazza V. Tesi di Laurea - Valutazione della pericolosità geomorfologica lungo il “Sentiero Italia” nel                                                        Parco Regionale del Matese. (2015)

- Porfido. S.- Sismicità storica ed effetti ambientali nell’area del Matese. (2014)

- http://zonesismiche.mi.ingv.it/class2004.html

- http://www.ateneapoli.it/news/archivio-storico/il-terremoto-del-matese-una-spiegazione-scientifica/?search_key=matese

- http://www.distar.unina.it/it/divulgazione/il-terremoto-del-matese

 

 

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