Visti da vicino: la luscengola

Quando ci capita di incontrarla, il suo incedere rapido e zigzagante tra le rocce e i suoi colori mimetici potrebbero facilmente indurci a pensare che si tratti di un serpente ma un'osservazione più attenta ci permetterà di scorgere quattro piccole zampe: è la luscengola (Chalcides chalcides Linnaeus, 1758), uno dei rettili meno noti del Matese. Nonostante un corpo serpentiforme lungo fino a 35 cm, si tratta di un parente delle lucertole e la presenza di una palpebra mobile e di quattro piccole zampe tradisce la sua appartenenza al sottordine dei Sauri e in particolare alla famiglia degli Scincidi. Come le lucertole ha la capacità di perdere e rigenerare la coda quando viene afferrata da qualche predatore (autotomia). In Italia si distingono due sottospecie: quella nominale, C. chalcides chalcides è diffusa nell'Italia peninsulare, nell'Isola d'Elba e in Sicilia; C. chalcides vittatus è invece tipica del nord Africa e della Sardegna.

 

A differenza dell’orbettino e dei serpenti la luscengola presenta aperture auricolari visibili, il corpo è nella parte dorsale di colore bruno-grigiastro ed è percorso da sei strisce longitudinali più scure che in taluni individui possono anche essere assenti. Il ventre è chiaro e non presenta striature. Le quattro piccole zampe vestigiali lunghe circa un cm presentano solo tre dita e non vengono utilizzate dall’animale nei movimenti rapidi ma solo quando si muove lentamente o come sostegno per il corpo quando è fermo. I maschi sono simili alle femmine sebbene queste ultime raggiungano in media dimensioni maggiori.

 

La luscengola ha abitudini prettamente diurne, si rinviene soprattutto in pietraie, prati e pascoli freschi e ben soleggiati dal livello del mare fin oltre i 1000 m. Si nutre principalmente di artropodi, anellidi e molluschi. A partire da settembre- ottobre gli animali si preparano al periodo di latenza invernale rintanandosi in buche del terreno o in fessure nelle rocce esposte a sud e ne fuoriescono solo a primavera inoltrata. L’accoppiamento avviene tra marzo e aprile, le femmine sono vivipare e dopo circa quattro mesi di gestazione danno alla luce fino a 23 piccoli perfettamente formati lunghi alla nascita 8-10 cm. Non è una specie particolarmente longeva e vive in natura solo 4-5 anni.

 

Chalcides calcides non è considerata una specie minacciata, tuttavia nella nostra regione a causa della distribuzione frammentata appare a rischio. La luscengola è del tutto innocua per l’uomo ma spesso viene erroneamente considerata velenosa e sistematicamente uccisa non diversamente da quanto accade per molti altri rettili. Allo stato attuale sappiamo pochissimo sulla sua reale distribuzione sul Matese e mancano studi specifici sullo stato delle popolazioni. Gli incendi e la modificazione degli ambienti in cui vive possono costituire dei seri fattori di minaccia. Inviandoci le vostre segnalazioni (matesenostrum@gmail.com) ci aiuterete a conoscere meglio questo abitante delle nostre montagne.

 

 

 

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