Parco archeologico di Saepinum: una preziosa macchina del tempo

18 Sep 2015

Come anticipato nell’articolo dedicato alla sua storia, quel che resta della Saepinum romana è un meraviglioso parco archeologico, sito in località Altilia, che tanto ci racconta e ancora ci racconterà del glorioso passato di cui è stato testimone.

Della cinta muraria e delle 4 monumentali porte di accesso si è già detto, diamo ora uno sguardo alle testimonianze intra moenia (all’interno delle mura).

 

Tra Porta Bovianum e Porta Tammaro, a ridosso della cinta muraria, si trova il teatro la cui costruzione viene fatta risalire alla prima metà del I secolo d.C., periodo di massimo splendore di Saepinum.

[Veduta del teatro]

 

Gran parte della struttura è giunta a noi in buone condizioni: l’orchestra, i primi due settori della cavea (ima e media) e i 2 tetrapili posti ai margini della cavea (gradinata) che permetteva l’accesso all’edificio attraverso 4 porte, 2 rivolte verso l’esterno della struttura e 2 a servizio delle funzioni interne.

Sulla sommità della cavea doveva esser presente un tempietto a pianta circolare, come dimostrano i numerosi blocchi ad andamento curvilineo.

 [Tetrapilo di accesso (lato nord-est)]

 

Proseguendo verso Porta Bovianum, a ridosso della cinta muraria è ubicato un complesso termale risalente al II secolo d.C. Tale posizione, e la presenza di un altro complesso simile nei pressi del foro, fanno ipotizzare che tale struttura fosse destinata ai viaggiatori impegnati nella transumanza. E’ costituito da una serie di ambienti con varie destinazioni: vani absidati, un praefurnium e vasche disposte in successione per i bagni nelle acque a temperature diverse. Il castellum aquae, posto a ridosso delle strutture di Porta Bovianum, era probabilmente funzionale al complesso.

 [Terme]

 

Camminando da Porta Bovianum verso il foro, su ambedue i lati sono presenti resti di abitazioni private di varia grandezza, disposte in serie e con stanze sul retro che si aprono su cortili verosimilmente comuni a più abitazioni. Lungo il tracciato sono ancora visibili i solchi circolari lasciati dalle colonne che formavano il porticato coperto da strutture lignee e tegole.

[Quartiere di abitazioni private]

 

Proseguendo il cammino, sul lato destro si trovano i resti di un edificio di culto risalente al I secolo d.C., a pianta quadrata e pronao (spazio posto davanti al tempio) trapezoidale con pilastrini in laterizio ed una piccola vasca rivestita di marmi policromi da cui parte una canaletta in direzione del decumano.

Sul muro di fondo è addossata una struttura rivestita di lastre marmoree policrome dove erano poste le immagini di culto.

 [Edificio di culto]

 

Poco più avanti troviamo il macellum, l’edificio destinato al mercato, a pianta trapezoidale e con un accesso rialzato rispetto al piano di calpestio dell’epoca a cui era collegato da un passaggio pedonale. All’interno della struttura si trova un ambiente pavimentato con tessere irregolari di calcare e dalla particolare planimetria esagonale, così come esagonale era la vasca al centro voluta da Marcus Annius Phoebus nel I secolo d.C.

Completavano la struttura una serie di botteghe a pianta trapezoidale e rettangolare.

 [Macellum]

 

[Macellum (vasca esagonale)]

 

La basilica, che nell’antica Roma era un edificio pubblico utilizzato per riunioni pubbliche e amministrazione della giustizia, risale alle fine del I secolo a.C. ed è situata all’incrocio tra i 2 assi viari principali, subito dopo il macellum. Ha pianta rettangolare e peristilio interno di 20 colonne sormontate da capitelli in stile ionico. L’edificio è dotato di 3 accessi connessi alla viabilità e comunica internamente con un’aula absidata preceduta dal tribunal columnatum, la tribuna utilizzata dai magistrati locali.

Subisce una serie di interventi e restauri fino al V secolo d.C. quando diventa, probabilmente, un luogo di culto cristiano con l’aggiunta dell’abside e di due ambienti simmetrici nell’aula laterale.

[Basilica]

 

 [Basilica (particolare del capitello ionico)]

 

Attraversando il decumano di fronte la basilica ci troviamo nel foro di Saepinum. Inizialmente il foro richiamava simbolicamente l’antica destinazione d’uso del “mercato” sannita, salvo poi trasformarsi progressivamente nel luogo dove si tenevano le funzioni amministrative delegate da Roma. Risale all’età augustea e ha pianta trapezoidale incorniciata da una canalizzazione destinata a raccogliere l’acqua piovana.

[Foro]

 

[Foro: sistema di scolo dell'acqua piovana]

 

Al centro della piazza sono ancora visibili le sagome che gli antichi scalpellini ricavarono sul lastricato per posizionare le lettere di bronzo (ormai perdute) di un’iscrizione (lunga 18 metri) che ricordava i magistrati che sostennero le spese per la pavimentazione.

[Foro :resti dell'iscrizione]

 

Sul lato sud-est del foro si ergeva un imponente palazzo sopraelevato rispetto al piano della piazza per la presenza di una scalinata d’accesso e prima del quale si trovava un arco onorario che riportava l’iscrizione del finanziatore dell’intero complesso: Lucius Neratius Priscus, stimato giureconsulto (creatore ed esperto di leggi).

[Foro: arco onorario]

 

Sul lato nord-orientale troviamo 3 edifici: il comitium, la curia e il tempio. Il comitium, a pianta trapezoidale e preceduto da un pronao a pilastri, era una sala destinata alle assemblee popolari durante i periodi di elezione dei funzionari pubblici. La curia, a pianta rettangolare, era un edificio destinato alle riunioni dei decurioni tra cui venivano eletti i magistrati. Il tempio, probabilmente dedicato a Giove Ottimo Massimo, presentava un podio diviso in due vani a cui si accedeva attraverso una rampa.

Sullo stesso lato del tempio troviamo i resti un complesso termale di cui si individuano una grande sala interna, degli ambienti laterali, una zona aperta sul portico ed una serie di vani quadrati e rettangolari. A differenza di quello ubicato nei pressi di Porta Bovianum, questo complesso doveva esser destinato ai cittadini, probabilmente di ceto medio/alto.

 

Proseguendo verso Porta Benevento troviamo la casa dell’impluvio sannitico, strutturata su due piani e con una serie di ambienti porticati che si aprono su un cortile centrale. La casa è così chiamata per il ritrovamento di un impluvium (vasca utilizzata per raccogliere l’acqua piovana e che si trovava all’interno di un cortile centrale) di terracotta della fine del II secolo a.C. realizzato con mattonelle romboidali e cornici con incise alcune lettere in osco (lingua dei sanniti).

 

Nelle vicinanze della casa dell’impluvio sannitico, ai margini del foro, troviamo la fontana del grifo risalente circa all’anno zero. E’ chiamata così perché caratterizzata dall’immagine a rilievo di un grifo (creatura mitologica con corpo di leone e testa d’aquila) raffigurato di profilo accucciato sulle zampe posteriori. La figura è incorniciata da un’iscrizione che ricorda i finanziatori dell’opera: Caius Ennius Marsius (lo stesso del mausoleo) e Lucius Ennius Gallus.

Esisteva una seconda fontana decorata da un mascherone barbato con attributi felini e la fronte cinta da un bendaggio. Entrambe le decorazioni rimandano al mondo dei giochi e degli spettacoli teatrali.

La fontana, come altre fontane della città, fungeva anche da abbeveratoio per gli animali. E’ costruita con grosse pietre di travertino lavorate a squadro e solcate da motivi geometrici.

[Fontana del grifo]

 

Poco più avanti, posto direttamente sulla strada principale, troviamo un mulino ad acqua che fungeva da frantoio e che rimase in funzione fin oltre il IV secolo d.C. Dell’impianto originario ci resta la vasca rettangolare dove era posizionata la ruota idraulica; questa era azionata dall’acqua che proveniva da una cisterna fuori le mura.

[Mulino ad acqua]

 

Adiacente al mulino si trova un’area con delle vasche che probabilmente erano dei vani del frantoio stesso, ma un’altra ipotesi individua questi vani come parte di una conceria.

[Vano con vasche interrate]

 

Al di fuori delle mura (extra moenia), lungo i percorsi stradali che portavano in città, troviamo aree adibite a necropoli e dove si ergono due mausolei.

Presso Porta Bovianum è ubicato il Mausoleo di Publius Numisius Ligus risalente alla prima metà del I secolo a.C. Ha forma ad ara con 4 acroteri sulla sommità ed è sorretta da un basamento destinato ad accogliere anche le spoglie della moglie e del figlio del magistrato.

[Mausoleo di Publius Numisius Ligus]

 

Presso Porta Benevento, posto in maniera speculare, troviamo il Mausoleo di Caius Ennius Marsus, di qualche decennio più antico. E’ a forma di tamburo cilindrico su basamento quadrato caratterizzato dalla presenza di due leoni che schiacciano con la zampa la testa di un guerriero. Il tamburo è delimitato sia alla base che alla sommità da cornici ed è coronato da una merlatura di cippi. Al centro del tamburo è posta l’epigrafe funeraria con in basso la sella curulis, simbolo del potere magistrale, mentre il nome del defunto è iscritto sul basamento.

[Mausoleo di Caius Ennius Marsus]

 

Per altre foto vai alla galleria fotografica di Sepino

 

Informazioni utili

Il parco archeologico di Altilia-Saepinum è visitabile tutti i giorni con orario continuato. Informazioni e contatti allo 0874/790207.

 

I musei dell’area archeologica sono aperti tutti i giorni, escluso il lunedì, con i seguenti orari:

(estivo)

Mattina: 9:30 – 15:30

Pomeriggio: 16:00 – 18:30

(invernale)

Mattina: 8:00 – 14:00

Pomeriggio: 14:30 – 17:00

 

Biglietti per i musei:

ingresso gratuito fino ai 18 anni e oltre i 60 anni;

1€: 19-25 anni

2€: 26-60 anni

 

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