Parnassius mnemosyne: una specie a rischio

 

Parnassius mnemosyne è una farfalla della famiglia Papilionidae con un'apertura alare di circa 5-6 cm che si distingue facilmente dalle altre due specie di Parnassius italiane (P. apollo e P. phoebus) per l'assenza di ocelli rossi e per le dimensioni inferiori. Si tratta di una specie diffusa in un'ampia area che va dai Pirenei alle catene montuose dell'Europa centrale, ai Balcani, al Caucaso fino all'Iran e all'Asia centrale. In Italia è segnalata in tutte le regioni tranne che in Sardegna ed è presente in maniera discontinua lungo tutto l'arco alpino e lungo la dorsale appenninica fino alla Sicilia. Si rinviene dai 500 ai 2.200 m di altitudine (più frequentemente tra gli 800 e i 1.300 m) in pascoli aperti e prati freschi ai bordi di faggete o altri boschi di latifoglie con popolazioni spesso localizzate in aree molto esigue per superficie, strettamente legate alla presenza di piante del genere Corydalis (C. solida, C. lutea, C. cava) delle quali si nutrono le larve.

 

[Le larve di P. mnemosyne si nutrono delle piante del genere Corydalis, nella foto C. cava.]

 

La specie ha un'unica generazione annuale, gli adulti sfarfallano nel mese di maggio e giugno  in base all'altitudine ma esemplari logori sono presenti anche in luglio. In genere i maschi, distinguibili dalle femmine per le dimensioni leggermente inferiori e per i disegni neri meno marcati, sono i primi a comparire. Durante l'accoppiamento il maschio rilascia sull'addome della femmina un particolare organo detto sphragis che le impedisce di accoppiarsi con altri maschi. Al momento della deposizione delle uova le piante nutrici del genere Corydalis sono presenti solo sotto forma di tuberi nel terreno: le uova vengono deposte quindi su fili d'erba nelle vicinanze dei luoghi in cui si trovano i tuberi e si pensa che le femmine siano in grado di individuarne tramite l'olfatto l'esatta posizione.

Parnassius mnemosyne è considerata una specie vulnerabile e bioindicatrice, a rischio per la riduzione dei pascoli e delle radure collinari e montane dovuta ad azioni di rimboschimento e per la scomparsa degli ambienti in cui vivono le piante nutrici. L'eccessiva proliferazione dei cinghiali rappresenta un ulteriore fattore di rischio in quanto questi animali scavano nel terreno nutrendosi di numerose specie di tuberi tra cui quelli di Corydalis ai quali la sopravvivenza dello mnemosyne è strettamente legata. La specie è inclusa nell’Allegato IV (specie di interesse comunitario che richiede una protezione rigorosa) della Direttiva Habitat 92/43/CEE. P. mnemosyne è inoltre incluso nell’Appendice II della Convenzione di Berna fra le specie di invertebrati strettamente protette.

 

 

 

 

 

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