Rosalia alpina: storia di un incontro

 Inizio anni '80, un piccolo gruppo di amici, accomunati dall'amore per la natura decide di unirsi per contribuire alla difesa e valorizzazione delle bellezze del proprio territorio. Un breve corso di entomologia, organizzato dal WWF di Caserta, mi fece appassionare a questo mondo che prima mi era sconosciuto. Lavorammo per alcuni mesi lungo i corsi d'acqua del bacino del Volturno per contribuire alla ricerca, attraverso la fauna entomologica, per verificare lo stato di salute del fiume. Il risultato di tale lavoro fu raccolto in un libro dal titolo "Progetto Volturno" pubblicato nel 1986. L'impegno e la conoscenza diretta degli insetti mi portò ad avvicinarmi a loro e a vederli sotto un'ottica diversa, tale da considerarli degli "amici" da amare e da ascoltare. Dopo quella esperienza, nelle nostre lunghe escursioni, incontrare la Rosalia alpina era un sogno. L'insetto considerato da molti il più bello, raro e bisognoso di protezione, era la preda più ambita per tutti noi.

Molti anni dopo, il 16 agosto 2013, in una calda giornata, mentre camminavo in un prato macchiato di fiori, all'improvviso lo sguardo si blocca, un brivido percorre il mio corpo… quasi non riuscivo a credere a ciò che vedevo, eppure era lì in tutta la sua bellezza. Il tutto durò pochi minuti dopo un’attesa di trent’anni. Avrei voluto tanto poter condividere quei brevi momenti con gli amici di allora, immaginando il loro entusiasmo, l’entusiasmo di chi scopre all’improvviso un prezioso tesoro nascosto. In particolare avrei voluto condividere quell’esperienza con la cara Marisa, splendida persona innamorata della natura e compagna di quelle indimenticabili passeggiate che purtroppo ci aveva lasciato prematuramente qualche anno prima. Chissà, forse da lassù aveva deciso di farmi quell’indimenticabile regalo.

 La Rosalia alpina è un coleottero della famiglia Cerambycidae ed è tra i coleotteri europei di maggiori dimensioni con una lunghezza del corpo che può arrivare a 40 mm. Linneo descrisse la specie nel 1758, basandosi su un campione raccolto in Svizzera (valle Taminatal, nell’odierno cantone di San Gallo) il 12 luglio 1703 da Johann Jakob Scheuchzer. L’epiteto specifico “alpina” si riferisce quindi al luogo in cui fu raccolto il campione sebbene la specie non viva esclusivamente sulle Alpi: l’areale di diffusione va dalla Spagna e dall’Europa centrale alla Siria, al Caucaso al sud degli Urali ed alla Bielorussia. In Europa è presente soprattutto nelle zone montane dei Pirenei, delle Alpi, degli Appennini, dei Carpazi e dei Balcani. La Rosalia per il suo aspetto difficilmente può essere confusa con altre specie: le elitre sono da grigio-blu al blu chiaro, più chiare ai margini e presentano appariscenti chiazze nere che variano per forma e dimensione permettendo di distinguere un individuo dall’altro. Le lunghe antenne portano ciuffi di peli neri tra il terzo e il sesto articolo. I maschi si differenziano dalle femmine per le antenne lunghe quasi il doppio di quelle di queste ultime e per le mandibole più larghe che presentano una spina nella parte esterna.

 

La Rosalia predilige i boschi di faggio: le larve si sviluppano nei tronchi di alberi morti nutrendosi del legno. Le femmine scelgono di preferenza tronchi asciutti esposti al sole per la deposizione delle uova, siti più idonei sia alla deposizione stessa che allo sviluppo delle larve che dura dai due ai quattro anni. Uno sfruttamento delle risorse boschive più attento alle esigenze umane che a quelle degli organismi che vivono nei boschi, negli anni ha portato alla progressiva rarefazione dei siti idonei alla riproduzione di questo coleottero che un tempo era molto diffuso mentre ai giorni nostri risulta scomparso in molte zone d’Europa e corre seri rischi di estinzione. Questa specie, da molti considerata la più bella tra i coleotteri europei, è una specie emblematica (o specie faro), una specie cioè che ha destato e desta l’interesse del pubblico perché è bella, attraente e minacciata di estinzione. Questo ha fatto sì che venissero prese dalle istituzioni misure atte a proteggerla. In Europa è protetta a diversi livelli: l’OCSE l’ha inserita tra le specie protette in tutti i paesi europei con la Convenzione di Berna del ‘79, l’UE l’ha classificata tra le specie prioritarie di interesse pubblico nella direttiva 92/94/CEE del Consiglio Europeo. Rosalia alpina è inoltre iscritta nelle liste rosse internazionali dell’ IUCN. 

 

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