Borghi del Matese: Letino

5 Apr 2015

 

 

Provincia: Caserta (distanza dal capoluogo: km 76)

Abitanti: 713 (ISTAT 2013)

Superficie: kmq 31,67

Altitudine: m 961

Denominazione abitanti: Letinesi

Festa patronale: San Giovanni Battista

Frazioni e località: Serramonte, Campo delle Secine, San Pietro

[Veduta di Letino]

 

Il borgo di Letino, il comune più alto del casertano, è posto in cima al monte Preci che si eleva sull’altopiano attraversato dal fiume Lete, in una delle aree più suggestive del Matese. L’abitato medioevale fu costruito su mura megalitiche di epoca sannitica, di cui resta solo qualche masso. Sull’origine del nome sono state formulate varie ipotesi, la più attendibile delle quali propone una derivazione dal nome del Lete.

Poco lontano dal centro abitato è situato l’omonimo lago artificiale costruito agli inizi del XX secolo per alimentare la centrale idroelettrica di Prata Sannita. Ha una superficie di 1,1 kmq e un volume d’acqua di 925.00 metri cubi.

[Lago di Letino]

 

Cenni storici

Agli inizi del Novecento furono rinvenuti strumenti litici (pugnali e frecce), andati ormai dispersi, che lasciavano ipotizzare la presenza di un insediamento già della fine del Neolitico. Resti di tombe e di antiche abitazioni sono presenti nelle località Campo delle Secine e San Pietro.

Le notizie storiche che si hanno sul Castrum Tini, come veniva chiamato nel Medioevo interpretando la prima sillaba del nome Lete come un articolo, sono molte a partire dall’epoca normanna. Dal 1118 il territorio fu feudo di Rainone di Prata; si avvicendarono poi i Baronia di Prata, i Capuano, i Sanframondo, i Pandone, i De Penna, i Mattei e i Carbonelli fino al 1806 quando fu abolito il feudalesimo.

L’8 Aprile 1877 una banda di rivoluzionari anarchico-socialisti, al comando di Carlo Cafiero ed Errico Malatesta, occuparono la sede del Comune e si impossessarono delle armi della Guardia Nazionale all’epoca del brigantaggio. Dopo aver proclamato Letino “Repubblica Anarchica”, aver abolito le tasse e aver tentato di sollevare la popolazione, i protagonisti si rifugiarono sui monti del Matese dove 3 giorni dopo si arresero all’esercito regolare che li aveva circondati. Durante lo scontro fu ucciso un carabiniere.

Il paese fu interessato, seppure marginalmente, dagli eventi bellici dell’ottobre del 1943 quando i soldati tedeschi uccisero 4 giovani.

 

Luoghi di interesse

Il centro storico è dominato dalla mole del Castello, che permetteva il controllo del passaggio verso Boiano. Di forma quasi rettangolare, lungo circa 90 metri e largo 40, l’edificio fortificato presenta 5 torri circolari. All’interno è presente il Santuario di Santa Maria del Castello eretto nel Seicento, ma restaurato nei secoli successivi. La facciata, in pietra locale, presenta un portale sormontato da un interessante stemma.

[Castello di Letino]

 

La Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, datata 1564, si caratterizza per l’ingresso ricavato nel campanile e per la facciata in pietra locale. All’interno sono visibili tracce di affreschi della fine del Cinquecento e interessanti paliotti degli altari.

Un sito di forte interesse naturalistico è costituito dalle Grotte di Caùto, un complesso di cavità naturali site nei pressi del lago. La galleria superiore, che corrisponde al vecchio percorso del fiume Lete, presenta una folta vegetazione ed è un susseguirsi di pozzi d’acqua, dislivelli, cascate e piccoli canyon. Nella sala maggiore, alta oltre 30 metri, si può ammirare uno spettacolo di stalattiti e stalagmiti. La galleria inferiore ha uno sviluppo di circa 500 metri ed un dislivello di circa 90. Lungo le sue diramazioni è possibile ammirare diverse specie di animali particolari come dei crostacei dal guscio bianco e senza occhi e 18 diverse specie di pipistrelli. Le grotte richiamano da tempo speleologi e studiosi che hanno decantato sia la bellezza che l’asperità dei paesaggi che le rendono interessanti ed a tratti uniche, specie alla fine del percorso con lo sbocco su una veduta mozzafiato sulla Valle di Prata Sannita.

[Particolare delle Grotte di Caùto]

 

Il costume tradizionale

Il costume tradizionale rappresenta ancora il modo di vestire delle donne di Letino ed assume differenti colori, tessuti e forme a seconda dell’età, della condizione sociale e dello stato civile della donna. Ad esempio la giovanetta non porta né il panno né la mappa; la nubile indossa panno e mappa di colore verde; la maritata indossa panno e mappa di colore rosso; la vedova indossa panno e mappa di colore nero; la vedova che intende spezzare il lutto indossa panno e mappa di colore rosso granato.

In passato era facile scorgere donne che indossavano questo sfarzoso costume; oggi, invece, viene indossato quotidianamente da una sola signora, ma molte letinesi lo indossano con fierezza e maestosità in particolari occasioni.

Gli elementi principali che compongono il costume tradizionale di Letino sono:

 

1. La 'Unnella (la Gonna), tessuta con lana turchina pesante e ricamata a mano.

2. Ru Manteru (il Mandero), confezionato utilizzando un pezzo di panno di lana rettangolare e impreziosito da ricami e lavorato con fili d’argento. Esso è legato alla vita da una fascia, la centa, anch’essa tessuta a mano con il caratteristico pettine di legno.

3. Ru Pannu (il Panno), di lana pesante e lavorato a mano, è legato alla vita e pendente posteriormente fino a coprire la gonna.

4. La Cammiscia (la Camicia), di cotone bianco e con maniche a sbuffo che arrivano al gomito.

5. Ru Pizziglio (il Pizziglio), ossia un merletto che si mette intorno al collo e che da supporto ai fili d’oro e alle collane.

6. Ru Manicotto (il Manicotto), ricamato in oro, e arricchito da nastri rossi e verdi. Serve a coprire le braccia dai gomiti ai polsi. Anche questo pezzo del costume sta ad indicare lo stato sociale della donna. Nel caso di una signorina, i due nastri colorati messi insieme, stanno ad indicare la presenza di una ragazza fidanzata ufficialmente, mentre se è presente solo quello di colore verde la signorina non è  fidanzata.

7. La Mappelana (la Mappa), rappresenta il pezzo più pregiato dell'intero costume femminile. È un copricapo rettangolare e piegato in un modo particolare e unico, finemente ricamato a mano con un punto senza rovescio e col bordo contornato da una frangia anch’essa lavorata in oro. La mappa è fissata alle trecciole ottenute dall’intreccio dei capelli con le leazze, lavorata con il pettine di legno.

8. La Spingula (la Spilla), è una grossa spilla cesellata in filigrana d’argento da artigiani orafi a forma di pomo o di cipolla, regalata alla sposa dalla famiglia dello sposo, la sua grandezza determinava la ricchezza della famiglia dello sposo. Sembra originaria della Bassa Ucraina ed è ancora adoperata dai costumi di molti paesi che fanno corona all’area del Matese, come ad esempio, Frosolone, Roccamandolfi, Sant’Elena Sannita, Guardiaregia e Cerce Maggiore. Lo spillone, dal peso di 130-250 grammi e oltre, serve anche a reggere ulteriormente la mappa e anche come arma di difesa dell’onore e personale.

9. Ri Zampitti (gli Scarponi), una specie di calzari ottenuti dalla conciatura delle pelli di pecora, vacca e d’asino. Sono allacciati fino al ginocchio con delle stringhe chiamate currioli. Servono per proteggere i piedi dal freddo, dalla neve e dall’umidità dei boschi.

 

Esiste anche il costume maschile, ma il suo utilizzo è gradatamente scemato intorno agli anni Sessanta ed era indossato soprattutto dai pastori.

Essenzialmente il costume maschile è costituito da un Calzone corto di panno nero, aderente e con spacchi laterali all’estremità e tenuti stretti al ginocchio e alla vita da leazze tessute in 3 colori con il pettine di legno. Sul davanti il calzone è chiuso da una patta alla marinata con una serie di bottoni dorati.

La Camicia, di colore bianco, di solito a casacca e senza colletto, è ricamata sul davanti, ai polsi e all’attaccatura delle maniche.

Il Corpetto è decorato grossi bottoni metallici e dorati e ornato da nastri e lacci. La Giacca, ad un solo petto come il corpetto, è di panno di lana di colore scuro e provvista di bottoni e nastri.

I Calzettoni di lana bianca sono lavorati ai ferri.

D’inverno, quando il freddo del Matese è intenso e pungente, il pastore di Letino si protegge con un largo mantello a ruota, la Cappa, che ha una catenella al quale si allaccia con un gancio a forma di leone, e con un Cappello nero alla paesana a falde ampie e con cupola bassa, lavorato da artigiani.

 

[I costumi tradizionali di Letino durante una manifestazione folkloristica a Piedimonte Matese nel 2014]

 

La Gastronomia

La cucina letinese conserva ancora oggi, quasi intatto, il legame con la tradizione. Utilizza ingredienti semplici, genuini e gustosi tra cui prevalgono i prodotti dell'agricoltura locale, della pastorizia, i prodotti del generoso sottobosco e quelli del fiume e del lago. Tipiche sono le paste fatte a mano.

 

Bandiera arancione

Dopo un complesso percorso di selezione, il Touring Club Italiano ha assegnato a Letino la Bandiera Arancione 2014. È stato il comune n. 200 in Italia (solo 4 in Campania) a ricevere questo prestigioso riconoscimento riservato alle piccole località dell’entroterra che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità. L’ottenimento del marchio avviene in base a diversi criteri tra i quali: la valorizzazione del patrimonio culturale, la tutela dell’ambiente, la cultura dell’ospitalità, l’accesso e la fruibilità delle risorse, la qualità della ricettività, della ristorazione e dei prodotti tipici.

 

Ospitalità

 

Agriturismo “Le Fossate”

Località Le Fossate

Tel.: 0823/949595

Email: info@lefossateilchioschetto.it

Internet: www.lefossateilchioschetto.it

 

Area pic-nic “Il Chioschetto”

Località Lago di Letino

Tel.: 0823/949595

Email: info@lefossateilchioschetto.it

Internet: www.lefossateilchioschetto.it

 

Casa Vacanze “Villa Maria Letino”

Tel.: 347/1707022

Email: tomasonedistavolo@libero.it

Internet: www.villamarialetino.it

 

Country House “San Biagio”

Località Secine

Tel.: 0823/945370

 

Ristorante “La Masseria Margherita”

Località Fenaide

Tel.: 0823/949547

 

Villaggio Turistico “Serramonte”

Località Ponticello

Tel.: 0823/949621

 

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