Le briofite sono considerate l'anello di congiunzione tra le alghe verdi e le piante superiori. Di origine antichissima furono tra i primi vegetali che riuscirono ad adattarsi alla vita sulle terre emerse. I muschi sono privi di tessuti vascolari lignificati, l'assorbimento ed il trasporto dell'acqua e delle sostanze nutritive avviene per capillarità: non è un caso che queste piante prosperino negli ambienti umidi, tuttavia talune specie sono in grado di colonizzare anche ambienti asciutti per buona parte dell'anno come i tronchi degli alberi o addirittura la nuda roccia, sospendendo ogni attività vegetativa durante la stagione arida. La mancanza di un sistema vascolare lignificato con funzioni di sostegno impedisce anche lo sviluppo in altezza di queste piante, per questo motivo muschi ed epatiche sono generalmente di dimensioni piuttosto ridotte. La Divisione delle briofite fino a qualche tempo fa, risultava suddivisa in tre Classi: Anthocerotopsida (o antoceri), Marchantiopsida (o epatiche) e Bryopsida (o muschi). Oggi ognuna delle classi è elevata al rango di divisione (Anthocerotophyta, Marchantiophyta, Bryophyta). La brioflora del Molise e della Campania risulta costituita da circa 380 specie di muschi e da 93 specie di epatiche, la maggior parte di queste vivono anche sul Matese. Degna di nota è la presenza nelle nostre faggete del raro muschio Buxbaumia viridis, specie considerata a rischio ed inserita nell' Allegato II della Direttiva Habitat.

MateseNostrum si avvale del supporto dello spazio web "Briofite del Matese". Sul blog, in continuo aggiornamento, è possibile visionare numerose schede fotografiche che descrivono le specie più rappresentative di muschi ed epatiche ritratte in natura sui monti del Matese. 

Briofite del Matese

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