Stachys palustris L.

La bonifica delle zone umide per far spazio ai terreni coltivabili nel corso degli ultimi decenni e a partire soprattutto dagli anni '50 ha portato alla rarefazione o alla scomparsa di molte specie animali e vegetali legate alla presenza dell'acqua. Più recentemente, l'interramento dei canali per l'irrigazione, finalizzato a ridurre la perdita d'acqua, ha portato anche ad una ulteriore perdita di biodiversità nelle nostre campagne. Così, anche nella piana del medio Volturno, molte specie un tempo comuni sono oggi introvabili o resistono solo in piccole e rare stazioni relitte. La presenza della stregona palustre (Stachys palustris L., fam. Lamiaceae) in Campania è "ufficialmente" considerata

Polyommatus virgilius (Oberthür, 1910).

L'ipotesi che Polyommatus virgilius potesse far parte della lepidotterofauna del Matese mi ronzava in testa ormai da qualche anno. La specie in letteratura era data per presente nel basso Lazio e soprattutto nel vicinissimo gruppo del Taburno-Camposauro come del resto in gran parte dei gruppi montuosi della Campania centro-meridionale. Eppure non c'era mai stata alcuna segnalazione per il Matese relativa a questo licenide. Finalmente ieri (16 agosto 2020) le mie supposizioni si sono rivelate esatte. La "scoperta" del primissimo esemplare matesino di questa specie, un esemplare di sesso maschile, è avvenuta sul monte Mutria a circa 1600 m di quota, ambiente del ritrovamento le tipiche prateri

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