Buone notizie per gli ululoni del Matese

L'ululone appenninico (Bombina pachypus Bonaparte,1838) è una specie che vive esclusivamente su territorio italiano: si rinviene lungo tutta la dorsale appenninica dalla Liguria alla Calabria. Questo piccolo anfibio anuro era un tempo comune negli ambienti idonei ma negli ultimi anni la sua diffusione ha subito un drastico declino su tutto il territorio nazionale: si stima che negli ultimi 10 anni oltre il 50% della popolazione sia scomparsa, fatto che ha ha portato l'ululone appenninico in cima alle priorità della conservazione in Italia. La sopravvivenza di questa specie oltre ad essere una responsabilità del solo stato italiano è un obbligo sancito dalla Direttiva Europea 92/43/CEE meglio

Il Matese e i terremoti: antiche testimonianze

I terremoti sono generati da movimenti rapidi e improvvisi delle faglie, fratture della roccia che nel lungo tempo creano, attraverso lo spostamento delle masse rocciose, le montagne. La dorsale appenninica è interessata da diverse faglie, molte delle quali sismologicamente attive. Le faglie generano quindi terremoti che possono essere di lieve, moderata o forte entità (Distar). Il massiccio del Matese è interessato da un’elevata attività sismica. Questo perché l’evoluzione tettonica del Matese è il risultato dello scorrimento della piattaforma carbonatica, l’ossatura di questi monti, verso l’Avampaese apulo (altra piattaforma carbonatica situata in Puglia) e l’Adriatico, scorrimento iniziat

L'orbettino: non chiamatemi serpente.

L'assenza di zampe fa in modo che spesso venga confuso con un serpente ed il suo particolare modo di incedere non di rado lo rende vittima dell'innata quanto ingiustificata paura che molte persone hanno per tutto ciò che striscia. In realtà l'orbettino (Anguis fragilis Linnaeus, 1758) è un sauro che nel corso dell'evoluzione ha perduto le zampe. La sua parentela con le lucertole è testimoniata dalla capacità di chiudere gli occhi che, diversamente dai serpenti, sono muniti di palpebre; come le lucertole può perdere la coda, un diversivo per sfuggire ai predatori (autotomia), caratteristica che gli ha anche valso il nome (dal latino fragilis= che si spezza). Nel nostro paese l'orbettino si i

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