Gentiana dinarica: sul Matese le uniche stazioni campane.

La genziana appenninica (Gentiana dinarica Beck) è forse il più appariscente tra i fiori del Matese. La letteratura ufficiale riporta un'unica segnalazione per questa specie in Campania: la pianta fu trovata da Nicola Terracciano (1837-1921), botanico napoletano, per molti anni direttore del Giardino Botanico Reale all'inglese della Reggia di Caserta, che la rinvenne nel 1890 "Ai Calvisi in quel di Piedimonte D'Alife ". La segnalazione di Terracciano viene ripresa da diversi autori ma da allora la specie non fu mai più ritrovata su territorio campano e di fatto oggi viene spesso considerata presente solo su alcuni rilievi dell'Appennino centrale e in particolare delle regioni Marche, Umbria,

L'ululone appenninico sul versante campano del Matese

L'ululone appenninico (Bombina pachypus Bonaparte, 1838) è senza dubbio la specie più minacciata tra gli anfibi del Matese. Attualmente, in assenza di studi specifici, sappiamo ancora pochissimo della sulla sua reale distribuzione sul versante campano del massiccio: fino allo scorso anno la sua presenza ci era nota per una sola località. Per preservare gli animali abbiamo scelto fin dall'inizio di non divulgare l'esatta posizione del sito che tra l’altro corre già seri rischi di scomparire: in questo sito, che per convenzione chiameremo sito A, gli ululoni si riproducono in un fontanile utilizzato dai pastori per abbeverare le greggi. Qui la principale minaccia è data dalla consuetudine dei

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