Il Matese e il carsismo

Chi ha visitato almeno una volta i monti del Matese avrà scattato sicuramente una foto sulle sponde del lago. Altri avranno campeggiato in uno dei tanti pianori come Campo Braca, magari i più attenti avranno notato la presenza di inghiottitoi oppure si saranno interrogati sul perché dell’esistenza di quell’isolotto stagionale nel lago oppure perché troviamo quelle conche verdeggianti sbucare improvvisamente dalle fitte foreste di faggi. Tutte queste forme, insieme a molte altre, sono il risultato dell’evoluzione del paesaggio ad opera dell’acqua, del vento, della temperatura e della tettonica(terremoti). In particolare, nel nostro caso, l’interazione di questi agenti con la roccia da vita a

Il Criptoportico di Alife

Nell’architettura dell’antica Roma il criptoportico (cripto e porticus = portico sotterraneo) è un corridoio o una via di passaggio coperta. Si poteva trovare al livello del terreno o seminterrato e fungeva da supporto ad una struttura, la quale poteva essere un foro o una villa romana. Del Criptoportico di Alife scrisse già nel 1776 Gian Francesco Trutta nelle sue “Dissertazioni istoriche delle antichità alifane” segnalandone lo stato di incuria. Esso è collocato nel quarto Nord-Est della città a circa 5,90 metri di profondità ed ha una pianta ad “U”: i lati minori sono lunghi 27,50 metri, il lato maggiore è lungo 44 metri. Le 3 ali sono divise in 2 navate da una serie di 31 pilastri quadra

L'acrobata dei boschi del Matese

Lo scoiattolo comune (Sciurus vulgaris, Linnaeus 1758) è un roditore della famiglia degli Sciuridae. Agile e veloce è indissolubilmente legato alla presenza di alberi. Sul Matese è presente dal piano fino al limite del faggio. Sugli alberi lo scoiattolo costruisce il suo nido, trova il cibo per nutrirsi, si accoppia, prolifica e si rifugia in caso di pericolo. E' lungo circa 25 cm esclusa la coda. La pelliccia è di colore molto scuro e, a seconda della stagione, ha delle variazioni nel colore e nella consistenza, nelle parti inferiori è quasi sempre biancastro. Sull'orecchio compare un caratteristico ciuffo di peli. La sua voluminosa coda è lunga quanto il corpo ed è costituita da un pelo lu

I Lepidotteri del Massiccio del Matese

di Francesco Parisi Sono 707 le specie di Macrolepidotteri (farfalle diurne e notturne) conosciute per l’area del Matese. A dispetto di tale numero, la conoscenza sulla lepidotterofauna del Massiccio montuoso è ancora incompleta, soprattutto per le famiglie di Eteroceri (farfalle notturne), e si presume che il numero di specie potrebbe aumentare significativamente se le ricerche in campo continuassero in futuro. Questo viene anche suggerito dal fatto che il 27% delle specie risultano segnalate in un unico sito e il 57% comprendono un solo esemplare avvistato. Inachis io La parte più esplorata del Matese è quella che si estende dalla pianura di Boiano attraverso il bacino del torrente Quirino

In primo piano...
Articoli recenti
Archivio
Cerca per Tags
  • Facebook Basic Square
Seguici su

MateseNostrum

Sito gemellato con Associazione Micologica del Matese
Clicca sul logo per accedere al sito
 
 
  • Wix Facebook page
  • Instagram Social Icon

Instagram

 

Briofite del Matese

Flora del Matese

Licheni del Matese