Tra i rapaci notturni che frequentano il Matese, il gufo di palude (Asio flammeus Pontoppidan, 1763) è tra i meno osservati: si contano infatti solo sporadici avvistamenti nell'area matesina. Questa magnifica specie attraversa il nostro paese durante la migrazione invernale, quando dai siti di nidificazione del nord Europa si sposta verso i paesi con inverni meno rigidi...

Nel mese di aprile di quest’anno (2019) numerose testate hanno dato ampio risalto alla notizia della scoperta nel Parco Nazionale del Gran Sasso di una nuova entità vegetale endemica dell’Appennino: Corydalis densiflora subsp. apennina. Qualcuno erroneamente parlava di “specie mai vista”, in realtà C. densiflora (Papaveraceae) era ben nota e da tempo agli addetti ai lavo...

Italohippus albicornis è tra le specie più preziose dell'entomofauna del Matese, si rinviene infatti esclusivamente in una limitata area delle nostre montagne. La specie fu raccolta sul Colle del Monaco e descritta da La Greca nel 1948 come Chorthippus albicornis. Successivamente alcune caratteristiche morfologiche, tra queste le antenne leggermente clavate, la presenza...

Tra gli uccelli rapaci diurni del Matese il gheppio (Falco tinnunculus Linnaeus, 1758) è la specie più comune ed anche quella di dimensioni minori. Ha infatti una lunghezza totale di soli 30-34 cm, un'apertura alare di 68-74 cm e pesa 110-270 g.

E’ facile osservare questi magnifici uccelli mentre scrutano il territorio di caccia appollaiati sui pali o sui cavi delle linee...

I sesidi (Sesiidae) sono una famiglia di falene specializzate nell'imitare altri insetti imenotteri armati di pungiglione. L'evoluzione ha portato queste innocue e inermi falene ad assumere l'aspetto e talvolta anche il comportamento di vespe e calabroni: si tratta del cosidetto mimetismo batesiano che si verifica quando una specie animale innocua sfrutta la sua somiglia...

Dal 2015 ad oggi le nostre ricerche sul campo hanno portato alla individuazione di ben 18 specie di lepidotteri, tra farfalle e falene, che non risultavano ancora segnalate per i monti del Matese. In molti casi si tratta di specie piuttosto comuni e il fatto che non fossero mai state censite in precedenza è imputabile unicamente al difetto di ricerca: l'entomofauna del M...

L'Azzurrina di Mercurio (Coenagrion mercuriale Charpentier, 1840) è una delle specie di libellule più minacciate del nostro paese. Il nome fa riferimento al caratteristico disegno presente sul secondo segmento addominale dei maschi che ricorda l'elmo di Mercurio. La specie risulta segnalata in Piemonte ed in quasi tutte le regioni dell'Italia centro-meridionale (manca in...

Insieme alle primule sono l’emblema della primavera, qualcuna compare già in febbraio ma è soprattutto nei mesi di marzo e aprile che danno il meglio di sé creando macchie di colore nei prati o ai bordi delle siepi e riempiendo l’aria con il loro inconfondibile profumo. Sono le Viola, piccole piante che con i loro fiori annunciano la fine dell’inverno. Non è un caso che...

Coronella austriaca (Laurenti, 1768), conosciuta come colubro liscio, è uno dei rettili meno conosciuti del Matese. Si tratta di un colubride di piccole dimensioni con lunghezza media di 45-55 cm che solo eccezionalmente può raggiungere i 70 cm. Ha corpo slanciato di colore grigiastro con due-quattro serie longitudinali di macchie scure più o meno evidenti. Il capo affus...

Poter aggiungere una nuova specie alla flora del Matese è sempre motivo di grande soddisfazione. Sebbene il massiccio sia considerato un importante scrigno di biodiversità, il fatto che si rinvengano con una certa frequenza specie mai segnalate in precedenza testimonia che siamo ancora lontani da una conoscenza completa e definitiva delle innumerevoli forme di vita che l...

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Uccelli del Matese: il gufo di palude.

January 10, 2020

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